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Nessuno è solo…

Nessuno è solo, soprattutto oggi.
Non conta il ruolo e il contesto in cui si vive o si lavora, quanto la consapevolezza che oggi siamo tutti in una rete, abbiamo tutti connessioni e contatti reali o virtuali con mondi dimensionali che possono valorizzare le nostre capacità.
Siamo il frutto di tutta la nostra esperienza e per esser consapevoli di cosa questo significhi davvero dobbiamo imparare ad avere una nuova visione, condivisa con la rete dei nostri contatti.
Costruire una visione condivisa significa unire le visioni dei singoli per dar luce a una nuova dimensione comune a tutte le parti, come un ologramma: ogni piccola parte di un ologramma è in grado di riprodurre l’intera immagine perché contiene in sé tutte le informazioni della totalità di cui è parte. Un gruppo di persone che condivide una visione segue le stesse leggi: ognuno avrà un diverso punto di vista della realtà nel suo complesso, ma porterà con sé la responsabilità complessiva, non soltanto della sua piccola parte.
Ogni componente della complessità ha una sua forma, una sua diversità, eppure, come nel caso dell’ologramma, quando tutte le parti si uniscono il risultato è una immagine più viva e intensa, come se il risultato delle parti fosse molto più della semplice somma.
Per le persone funziona nello stesso modo: quando condividono la medesima visione, questa sembra essere più reale, più vicina e raggiungibile, catalizzando le sinergie in una forza superiore che sembra rispecchiare completamente la visione del singolo, ma anche abbracciare del tutto la visione collettiva. Per crescere e valorizzare le competenze del singolo basta coltivarle all’interno della propria rete, dove la differenza è una ricchezza che può trovare il massimo risalto nella collettività.
Concretamente esistono tecniche per migliorare il rapporto delle unicità nella rete dentro un’organizzazione, la capacità di minimizzare i conflitti, cercare di andare incontro alle divergenze in modo costruttivo ed evitare la polemica, sempre, intessendo relazioni reali basate sul rispetto umano delle singole presenze. Il tutto dipende dalla nostra capacità in primis, ad esempio avete mai provato a non reagire davanti a una polemica? Spesso ci si nasconde dietro alle “questioni di principio” come se queste potessero davvero determinare “il principio” di qualcosa, invece di comprendere che l’unico sano principio è l’imparare a lasciarsi scivolare addosso alcune situazioni indirizzando le proprie risorse alla ricerca di soluzioni e opportunità concrete, evitando invece di perdersi in elucubrazioni teoriche di un inutile principio che spesso porta alla fine di una intesa e di un potenziale arricchimento reciproco nella vita di rete… poi dipende sempre dal singolo… perché è vero che nessuno è solo… ma se proprio vuole isolarsi…
(Maria Luisa Lafiandra)

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